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MEDITERRANEAN FOODSCAPE
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Nel primo capitolo, il giocatore assume il ruolo di un giovane chef-planner chiamato a intervenire in un sistema alimentare mediterraneo sempre più fragile. I mari sono sottoposti a una pressione crescente, numerosi alimenti percorrono migliaia di chilometri prima di raggiungere la tavola e alcune tradizioni locali rischiano di scomparire dai menu quotidiani. Il giocatore deve comprendere che ogni scelta alimentare produce conseguenze che vanno oltre il singolo pasto e coinvolgono ambiente, economia locale, salute pubblica e identità culturale dei territori.

Attraverso il metodo dei Three Horizons, il gioco invita a confrontare il sistema alimentare attuale con quello desiderabile per il 2040. Il menu rappresenta il ponte tra questi due orizzonti: uno strumento apparentemente semplice, ma capace di orientare filiere produttive, abitudini di consumo e relazioni con il territorio. Prima di iniziare il servizio, il giocatore deve quindi scegliere la propria visione strategica: costruire una rete alimentare locale più resiliente, promuovere una rinascita delle tradizioni gastronomiche oppure rendere il cibo sostenibile accessibile a tutte le fasce della popolazione.

Nel secondo capitolo, il giocatore entra nella cucina e sceglie uno dei sei contesti operativi disponibili: una trattoria sulla costa adriatica, una mensa scolastica nell’entroterra pugliese, una cena istituzionale europea, un agriturismo circondato dagli uliveti, una cucina destinata a pazienti e anziani oppure uno stand gastronomico durante una sagra di paese. Ogni scenario presenta un budget specifico, un pubblico differente e vincoli concreti. Un menu adatto ai turisti di una località costiera non può essere progettato con gli stessi criteri utilizzati per una scuola, un ospedale o una festa popolare.

Il giocatore deve comporre un menu completo selezionando antipasto, primo, secondo, contorno, dolce e bevanda. Ogni piatto viene valutato attraverso otto dimensioni: stagionalità, filiera corta, tutela del mare, riduzione degli sprechi, valore nutrizionale, accessibilità economica, patrimonio gastronomico e capacità di raccontare il territorio. Le decisioni non possono basarsi esclusivamente sul gusto o sul prezzo: è necessario bilanciare sostenibilità ambientale, qualità dell’alimentazione, fattibilità economica e valorizzazione delle identità locali.

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Nel terzo capitolo, il servizio ha inizio e il menu viene messo alla prova da situazioni impreviste. Un’ondata di calore può compromettere l’approvvigionamento di alcuni ingredienti, un pullman di visitatori può arrivare senza preavviso, una delegazione vegana può sedersi ai tavoli della cena istituzionale e un ispettore sanitario può controllare la quantità di rifiuti prodotti dalla cucina. Il giocatore scopre così che un menu sostenibile non deve funzionare soltanto sulla carta, ma deve essere capace di resistere alle pressioni del mondo reale.

Al termine del servizio, il gioco restituisce un punteggio complessivo e individua il punto di forza e l’aspetto più debole del menu proposto.

 

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