
CLIMATE EMERGENCY ROOM
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Nel primo capitolo, il giocatore entra nella centrale operativa di Nova Riva, una città europea colpita da una crisi climatica composta da più eventi simultanei. Un’ondata di calore estrema mette sotto pressione i quartieri più vulnerabili, le riserve idriche diminuiscono rapidamente e una perturbazione intensa si avvicina al bacino fluviale. Il giocatore deve comprendere che il cambiamento climatico non produce un unico problema isolato, ma una catena di effetti interconnessi che coinvolgono salute pubblica, infrastrutture, agricoltura e servizi essenziali.
Attraverso la Heatwave Control Room, il giocatore analizza una mappa urbana, confronta temperature, copertura arborea e livelli di vulnerabilità sociale, e individua i quartieri nei quali attivare con urgenza i centri di raffrescamento. Le decisioni non possono basarsi soltanto sull’intensità del caldo: è necessario considerare anche la presenza di anziani, persone fragili, ospedali e aree scarsamente verdi. In questo modo, il gioco introduce il principio secondo cui l’adattamento climatico deve essere selettivo, inclusivo e fondato sui dati.
Nel secondo capitolo, la crisi si estende oltre il centro urbano. Il giocatore entra nell’Agricultural Adaptation Lab e deve proteggere vigneti, frutteti e allevamenti minacciati dalla siccità e dalle temperature elevate. Ogni attività agricola richiede misure differenti: ombreggiamento, irrigazione efficiente, gestione delle riserve idriche e pianificazione preventiva. Le soluzioni più appariscenti non sono necessariamente quelle più efficaci: il giocatore deve scegliere interventi mirati e compatibili con le reali vulnerabilità del territorio.
Successivamente, la partita conduce al Flood Observatory, dove il rischio alluvionale diventa imminente. Il giocatore legge mappe di pericolosità, attiva sistemi di monitoraggio, apre aree di ritenzione e protegge le infrastrutture strategiche. Nella Service Grid Room, deve poi ripristinare i servizi urbani rispettando una sequenza precisa: energia di backup, pompe idriche, continuità ospedaliera e trasporto pubblico. Il capitolo mostra che la resilienza non dipende da un’unica tecnologia, ma dalla capacità di coordinare sistemi diversi e di comprendere le loro dipendenze reciproche.
Nel terzo capitolo, il viaggio si amplia alla comunità. Il giocatore entra nel Public Communication Studio e deve trasformare dati tecnici e segnali di allerta in un messaggio pubblico chiaro, accessibile e verificabile. Una comunicazione inefficace può aumentare il rischio anche quando le informazioni sono corrette. Per questo motivo, il giocatore deve scegliere le parole giuste, indicare le aree coinvolte, spiegare le azioni da intraprendere e indirizzare i cittadini verso canali ufficiali. Il linguaggio visuale, ispirato ai fumetti e allo storytelling climatico, diventa uno strumento concreto di prevenzione.
Nella Strategy Chamber finale, tutte le decisioni precedenti confluiscono in un unico piano di adattamento. Il giocatore dispone di un budget limitato e deve selezionare misure che coprano calore urbano, agricoltura, rischio alluvionale, servizi essenziali e comunicazione pubblica. Attraverso sei stanze interattive e una serie di scelte strategiche, il gioco traduce concetti complessi in sfide operative. Il risultato finale valuta la capacità di costruire una città più resiliente, evitando interventi simbolici e privilegiando soluzioni integrate, concrete e condivise.


